Gli indici azionari statunitensi hanno registrato andamenti contrastanti in una giornata di lunedì caratterizzata dalla volatilità, poiché il forte calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro non è riuscito a sostenere un rialzo generalizzato dei mercati azionari dopo le dichiarazioni accomodanti del presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Mentre il Dow ha guadagnato lo 0,1%, l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno perso rispettivamente lo 0,4% e lo 0,8%, poiché le pesanti perdite nel settore dei
semiconduttori hanno compensato i guadagni registrati nei settori finanziario e dei servizi di pubblica utilità. Powell ha segnalato che la banca centrale intende ignorare l'attuale shock dei prezzi dell'energia, con i futures sul West Texas Intermediate in forte rialzo a causa delle persistenti minacce alle esportazioni dal Mar Rosso e alle infrastrutture iraniane. Sebbene il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni sia crollato, i produttori di chip come Micron (-9,7%) e Lam Research (-5,4%) hanno guidato il calo, mentre gli investitori si sono orientati verso i giganti dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, che hanno raggiunto i massimi storici. Nonostante il presidente Trump abbia riferito di discussioni serie in Iran, l'indice di volatilità CBOE è rimasto elevato, poiché i mercati valutano gli utili societari resilienti a fronte del rischio di un crollo delle infrastrutture energetiche.
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Lunedì l'indice FTSE MIB ha registrato un leggero rialzo dell'1%, chiudendo a 43.823 punti, in linea con gli indici europei grazie al calo dei rendimenti obbligazionari. I rendimenti obbligazionari hanno subito un forte calo, attenuando il rischio di una contrazione dell'attività creditizia. Il settore finanziario ha registrato andamenti contrastanti: Generali ha guadagnato il 2% e Mediolanum l'1,9%, mentre UniCredit ha perso lo 0,6% e MPS lo 0,9%. I prezzi del petrolio hanno registrato un ulteriore rialzo, sostenendo i produttori energetici nonostante i timori di stagflazione; Eni ha registrato un balzo del 2,6%. Anche il settore dei servizi di pubblica utilità ha registrato guadagni, con Enel in rialzo del 2,8% e Terna del 3,4%. Sul fronte economico, l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) italiano è sceso del 2,7% su base annua, il calo più marcato dall'ottobre 2024.
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