Venerdì i titoli azionari hanno registrato un forte calo, poiché gli investitori hanno manifestato crescente preoccupazione per l’impatto del protrarsi del conflitto con l’Iran, in particolare per il rischio che l’aumento dei prezzi dell’energia possa alimentare ulteriormente l’inflazione e mantenere elevati i tassi di interesse. L’indice S&P 500 ha perso l’1,2%, il Nasdaq Composite è sceso dell’1,5% e il Dow Jones ha ceduto l’1,1%. Gli investitori hanno realizzato profitti nel settore tecnologico dopo i recenti forti rialzi. Intel ha perso il 5%, mentre Advanced Micro Devices e Micron Technology sono scese rispettivamente del 3% e del 4%. Nvidia ha perso il 2% e Cerebras Systems è scesa del 4% dopo aver registrato un balzo del 68% nella sessione precedente in seguito al suo debutto sul Nasdaq. Microsoft ha sovraperformato, salendo del 4% dopo che Bill Ackman ha rivelato che Pershing Square aveva costruito una posizione nella società. Anche le azioni Boeing hanno ampliato le perdite, scendendo del 3% dopo aver perso quasi il 5% il giorno prima, poiché gli investitori hanno reagito negativamente all'annuncio di Trump secondo cui la Cina ha accettato di acquistare 200 jet Boeing, solo leggermente al di sopra delle precedenti aspettative.
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Venerdì l'indice FTSE MIB ha perso l'1,9%, chiudendo a 49.116 punti, in calo rispetto al massimo degli ultimi 26 anni raggiunto nella seduta precedente, mentre gli investitori hanno rivalutato i rischi di inflazione e le prospettive di tassi di interesse più elevati per un periodo più lungo. Le tensioni in Medio Oriente sono rimaste elevate a causa dello stallo dei colloqui di pace. I prezzi del petrolio sono aumentati a causa della mancanza di progressi verso la fine degli attacchi e dei sequestri di navi nello Stretto di Hormuz, rafforzando i timori di stagflazione. Martins Kazaks, membro del Consiglio direttivo della BCE, ha avvertito che la BCE potrebbe dover inasprire la politica monetaria se l'aumento dei prezzi del petrolio alimentasse le aspettative di inflazione, sottolineando la vulnerabilità dell'Europa agli shock energetici. I titoli finanziari hanno guidato le perdite, con BPER Banca in calo del 3,7% e Mediolanum in ribasso del 3,2%, mentre Unipol ha perso lo 0,8% nonostante abbia riportato un utile netto in crescita nel primo trimestre. Anche i titoli dei servizi di pubblica utilità hanno registrato un calo, con Enel in ribasso del 2,4%. I titoli del lusso hanno perso terreno a causa della maggiore avversione al rischio, con Ferrari in calo del 2,6%, mentre STMicroelectronics ha perso il 4,2% a seguito di un accordo con il partner cinese Dongfeng Motor.