Giovedì le azioni statunitensi hanno registrato un forte calo, con l'S&P 500 in ribasso dell'1%, il Nasdaq dell'1,7% e il Dow Jones di 317 punti, mentre le rinnovate pressioni sui titoli legati all'intelligenza artificiale e alla tecnologia hanno pesato su Wall Street. I timori per le elevate valutazioni dell'intelligenza artificiale sono riemersi dopo risultati contrastanti, trascinando Qualcomm al ribasso del 4,5%, Tesla del 2,8% prima dell'assemblea degli azionisti e AMD del 7%. Oracle e Palantir hanno perso rispettivamente il 2,6% e il 6,8%, mentre anche i megacap Nvidia (-3,8%), Microsoft (-1,8%), Amazon (-2,3%) e Meta (-2,7%) hanno registrato un calo. I timori di un ulteriore raffreddamento del mercato del lavoro hanno aggravato il calo guidato dal settore tecnologico, dopo che Challenger ha riportato 153.000 licenziamenti annunciati in ottobre, il numero più alto per quel mese in 22 anni, in gran parte legati all'integrazione dell'intelligenza artificiale e all'ottimizzazione dei costi. Con la chiusura del governo che ha limitato le pubblicazioni ufficiali, gli investitori si sono affidati a indicatori privati che hanno dipinto un quadro più debole dell'economia, aumentando l'avversione al rischio.