Le azioni statunitensi hanno chiuso in netto ribasso, con l'S&P 500 in calo dell'1,9%, il Dow Jones dell'1,7% e il Nasdaq dell'1,9%. Le perdite sono state determinate dall'escalation del rischio commerciale dopo che il presidente Trump ha minacciato di applicare nuovi dazi del 10% a partire dal 1° febbraio, che saliranno al 25% entro giugno, a otto paesi europei che si oppongono al controllo statunitense sulla Groenlandia, minando le ipotesi di commercio transfrontaliero. La pressione di vendita si è intensificata con l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro, mentre le notizie secondo cui un fondo pensione danese intende ridurre l'esposizione ai titoli del Tesoro statunitensi hanno
accentuato l'avversione al rischio e pesato sui titoli sensibili ai tassi e sui titoli growth. I titoli tecnologici e dei semiconduttori a grande capitalizzazione hanno guidato il calo, con Nvidia (-4,4%), Broadcom (-5,4%) e Oracle (-5,8%) che hanno registrato forti perdite poiché gli investitori hanno ridotto l'esposizione ad alto beta, mentre anche i titoli ciclici e industriali hanno subito un calo. Le notizie societarie hanno offerto scarso sostegno, con 3M in calo del 7% a causa delle previsioni più deboli nonostante i ricavi superiori alle attese, mentre il titolo Netflix ha perso l'1,1% sulla notizia che potrebbe presentare un'offerta interamente in contanti per Paramount.
Martedì, nelle prime fasi di negoziazione, l'indice FTSE MIB ha perso l'1,1% chiudendo a 44.714 punti, estendendo le perdite e toccando il minimo delle ultime tre settimane, mentre gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento cauto a causa delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Unione Europea. Gli operatori di mercato stanno osservando con attenzione la risposta dell'Unione Europea all'ultima minaccia tariffaria del presidente Donald Trump sulla questione della Groenlandia, che sarà discussa giovedì in un vertice straordinario a Bruxelles. L'attenzione rimane inoltre focalizzata sugli sviluppi del Forum economico mondiale di Davos, in attesa di eventuali segnali. La pressione di vendita è stata generalizzata, con cali significativi registrati da Telecom Italia (-2,9%), Buzzi (-2,8%), Brunello Cucinelli (-2,8%) e Bper Banca (-2,6%).
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