Mercoledì le azioni statunitensi hanno chiuso in netto rialzo, recuperando parte delle perdite della sessione precedente, grazie al favorevole accoglimento da parte dei mercati delle dichiarazioni del presidente Trump al World Economic Forum, che ha escluso il ricorso alla forza militare per acquisire la Groenlandia. L'S&P 500 e il Dow hanno guadagnato l'1,4% e il Nasdaq 100 è salito dell'1,6%,
poiché l'attenuarsi del rischio geopolitico ha provocato un rimbalzo dei titoli azionari e dei Treasury dopo una forte tendenza al rischio all'inizio della settimana. I guadagni sono stati guidati dai titoli tecnologici, con AMD, Intel e Micron in rialzo tra il 6,6% e l'11,7%, mentre anche i settori più ampi si sono stabilizzati grazie al placarsi dei timori di un'improvvisa escalation delle tensioni tra Stati Uniti ed Europa. Tuttavia, Trump ha ribadito la sua intenzione di perseguire il controllo della Groenlandia e ha mantenuto la minaccia di pressioni economiche sugli alleati europei, lasciando intatta l'incertezza commerciale. Sul fronte aziendale, Netflix ha registrato un calo del 2,2% dopo aver segnalato un aumento della spesa per i contenuti e dei costi legati all'accordo con Warner Bros. Discovery, mentre Johnson & Johnson è rimasta invariata nonostante abbia pubblicato previsioni più positive.
Mercoledì l'indice FTSE MIB ha chiuso in ribasso dello 0,6% a 44.446 punti, prolungando il calo per la quarta sessione consecutiva e scivolando verso il minimo delle ultime tre settimane, mentre le banche e altri titoli sensibili ai tassi d'interesse hanno pesato sull'indice a causa della persistente incertezza sulle relazioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa e delle tensioni legate alla Groenlandia. Il settore finanziario ha guidato le perdite, con Generali in calo del 2,1%, Unipol in ribasso del 2,9%, UniCredit in calo dell'1,2%, Poste Italiane in calo dell'1,3% e Bper Banca in calo dello 0,9%, poiché i rendimenti globali elevati hanno continuato a esercitare pressione sul settore. Anche i servizi di pubblica utilità hanno registrato un calo, con Enel in ribasso dell'1,1% e Terna in calo dell'1,6%, rafforzando il tono cauto. Il ribasso è stato in parte compensato dalla forza dei titoli energetici e di alcuni industriali, con Tenaris in rialzo del 3,4%, STMicroelectronics in crescita del 3,3%, Stellantis in aumento dell'1,9% ed Eni in rialzo dello 0,8%, limitando perdite più consistenti.
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