Il Dow è salito dell'1,4% raggiungendo un nuovo record e l'S&P 500 ha recuperato le perdite registrate nella prima parte della seduta chiudendo in rialzo dello 0,3%, mentre il Nasdaq ha ridotto le perdite allo 0,3% giovedì pomeriggio, quando gli investitori hanno abbandonato i titoli tecnologici con valutazioni elevate per orientarsi verso quelli ciclici e quelli value sottovalutati, dopo che la Fed ha tagliato i tassi di 25 punti base al 3,50%-3,75% e ha segnalato un percorso di allentamento
condizionato. Visa è salita del 6,2% grazie a un upgrade da parte di Bank of America, mentre Mastercard e American Express hanno guadagnato rispettivamente il 4,6% e il 2,5%. I principali titoli finanziari, tra cui JPMorgan (+2,3%), UnitedHealth (+2,6%), Goldman Sachs (+2,5%), Wells Fargo (+2,2%) e Progressive (+3,4%) hanno sovraperformato. Tuttavia, la debolezza del settore tecnologico è persistita e ha limitato i guadagni, con Oracle che ha registrato un calo del 10,8% dopo che i deludenti ricavi e le vendite nel settore cloud, insieme a prospettive di spesa più cupe, hanno riacceso i dubbi sul ritmo con cui gli investimenti nell'intelligenza artificiale daranno i loro frutti. I produttori di chip hanno registrato un calo, con Nvidia (-1,6%), Broadcom (-1,6%) e Applied Materials (-1,8%).
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Giovedì l'indice FTSE MIB è salito dello 0,5% a 43.702 punti, in linea con i mercati europei, mentre gli investitori hanno assimilato le mosse delle banche centrali e i risultati deludenti di Oracle, che hanno riacceso i timori di una bolla nell'intelligenza artificiale. Come previsto, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base, portando il range obiettivo al 3,50-3,75%. Lo spread BTP-Bund si è ridotto del 2,3%, sostenendo i titoli finanziari, con UniCredit in rialzo del 2,4% e Intesa Sanpaolo dell'1,6%. Anche i titoli del lusso hanno registrato un avanzamento: Brunello Cucinelli ha guadagnato il 2,9% dopo aver previsto una crescita dei ricavi dell'11-12% per il 2025 e confermato le sue previsioni per il 2026, insieme a un upgrade a “Buy” da parte di Equita, mentre Ferrari ha guadagnato l'1,3%. Al contrario, i timori sulle valutazioni tecnologiche hanno pesato su STMicroelectronics (-1,2%) e Leonardo (-2,1%). Tra gli altri titoli in calo figurano Prysmian (-2,8%) ed Eni (-0,7%) a causa dell'indebolimento dei prezzi del petrolio.
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