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Venerdì l'indice FTSE MIB ha guadagnato lo 0,4% chiudendo a 50.037 punti, sostenuto dall'ottimismo derivante dall'accordo di cessate il fuoco prolungato tra Stati Uniti e Iran, sebbene il presidente americano Donald Trump non abbia ancora approvato formalmente l'intesa. Questo sviluppo ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio, pesando sui rendimenti obbligazionari e sostenendo il settore finanziario e l'indice nel suo complesso. UniCredit ha guadagnato l'1,8%, mentre Intesa Sanpaolo e Generali hanno registrato un rialzo dell'1%. Anche i titoli del lusso hanno registrato un rialzo grazie al miglioramento della propensione al rischio, con Ferrari in crescita dello 0,5% e Moncler dello 0,9%. Tra gli altri titoli in rialzo si segnalano Poste Italiane (+1,4%) e TIM (+1,2%). Al contrario, i titoli legati all’energia hanno registrato un calo a causa della flessione dei prezzi del petrolio, con Eni in ribasso dello 0,5% e Prysmian dell’1,5%. Sul fronte dei dati, il tasso di inflazione complessivo italiano è salito al 3,2% a maggio dal 2,7% di aprile, in linea con le previsioni. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,1% ad aprile, al di sotto delle aspettative del 5,3%. Il PIL è cresciuto dello 0,8% rispetto all'anno precedente nel primo trimestre del 2026, rivisto dalle stime dello 0,7%.
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