Venerdì l'indice S&P 500 ha guadagnato lo 0,8% chiudendo a 7.399 punti, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un rialzo dell'1,7% attestandosi a 26.247 punti; entrambi gli indici hanno toccato nuovi massimi. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 12 punti, chiudendo a 49.609. Il sentiment è stato sostenuto dai dati sul lavoro statunitensi migliori del previsto, con l'occupazione non agricola aumentata di 115.000 unità ad aprile, superando le previsioni, mentre il tasso di disoccupazione si è
mantenuto al 4,3%. Gli investitori hanno inoltre monitorato i rinnovati scontri tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, sebbene il presidente Donald Trump abbia affermato che il cessate il fuoco è rimasto in vigore. I mercati hanno continuato ad attendere la risposta di Teheran alla proposta statunitense volta a porre fine al conflitto. Nel frattempo, l'ottimismo sulla spesa per l'intelligenza artificiale ha dato slancio ai titoli tecnologici, con Micron Technology e Sandisk in forte rialzo. Tutti e tre i principali indici hanno chiuso la settimana in rialzo, sostenuti dai solidi utili societari e dalla continua forza dei titoli tecnologici. Il Nasdaq è salito del 4,5% e l'S&P 500 ha guadagnato il 2,3%, segnando la sesta settimana consecutiva di rialzi e la serie positiva più lunga dal 2024.
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Venerdì l'indice FTSE MIB ha chiuso invariato a 49.289 punti, mentre gli investitori valutavano le rinnovate minacce tariffarie e l'escalation delle tensioni geopolitiche. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che l'Unione Europea potrebbe trovarsi a dover affrontare dazi significativamente più elevati già a partire dal 4 luglio, qualora non azzerasse i dazi sulle importazioni statunitensi. Le dichiarazioni sono seguite a una telefonata con la presidente della Commissione Europea von der Leyen, la quale ha affermato che i negoziati stanno procedendo verso l'abbassamento delle barriere commerciali. I mercati sono stati messi sotto pressione anche dall’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato attacchi contro obiettivi militari iraniani in risposta agli attacchi contro tre cacciatorpediniere della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz. Il settore finanziario ha registrato un calo, con UniCredit in ribasso dell’1,3% e Intesa Sanpaolo che ha perso il 2,0%, nonostante quest’ultima abbia riportato risultati del primo trimestre 2026 superiori alle attese. Leonardo ha perso il 3,2% in seguito alla nomina di Lorenzo Mariani a CEO. Al contrario, i titoli legati all’energia hanno registrato un rialzo, con Eni in crescita dell’1,7%, Prysmian del 5,8% e Tenaris del 2,8%.
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