Le azioni statunitensi hanno chiuso con variazioni minime, poiché la pressione iniziale sui titoli tecnologici ad alto multiplo è stata compensata dalla forza dei titoli finanziari, lasciando l'S&P 500 in rialzo dello 0,2%, il Dow in leggero rialzo e il Nasdaq 100 in leggero calo. Gli investitori hanno continuato a ridurre l'esposizione ai titoli software più costosi, con Salesforce in calo del 2,9%, Intuit
in perdita del 5,1% e Oracle in ribasso del 3,8%. Il settore dei semiconduttori ha mostrato divergenze interne, con AMD in calo del 2,1% e Nvidia in rialzo dell'1,2%, riflettendo un posizionamento selettivo tra i leader dell'intelligenza artificiale. Nel frattempo, il settore finanziario ha sovraperformato, con JPMorgan in rialzo dell'1,5% e Citigroup del 2,7%, dopo che il governatore della Fed Michael Barr ha segnalato che i tassi potrebbero dover rimanere restrittivi per qualche tempo, rafforzando le aspettative sul margine di interesse netto. I mercati sono ora concentrati sui verbali della Fed e sul PCE core di venerdì per avere la conferma che la disinflazione è duratura.
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Martedì, nelle prime fasi di negoziazione, l'indice FTSE MIB italiano è salito dello 0,2% a circa 45.500 punti, prendendosi una pausa dopo cinque sessioni consecutive di andamento moderato e muovendosi in linea con la maggior parte dei suoi omologhi europei. I guadagni sono stati guidati dai titoli finanziari di grande capitalizzazione, tra cui UniCredit (+0,9%), Intesa Sanpaolo (+0,8%), Assicurazioni Generali (+0,7%) e Mediobanca (+1,2%). Altri titoli in forte rialzo sono stati Enel (+1,0%), Snam (+0,6%) e Italgas (+0,7%). Sul versante opposto, i rialzi sono stati limitati dai titoli legati al settore tecnologico, penalizzati dai persistenti timori relativi alle perturbazioni causate dall'intelligenza artificiale, con Prysmian e STMicroelectronics in calo rispettivamente del 2,7% e dell'1,3%. Anche il titolo della difesa Leonardo SpA (-1,8%) e l'azienda industriale Buzzi Unicem (-1,4%) hanno chiuso in rosso. Sul fronte economico, gli investitori attendono ora i dati sulla bilancia commerciale italiana di dicembre, con un surplus che dovrebbe ridursi.
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